
Ieri sera sono andata a mangiare il sushi, che non è una cosa rilevante ai fini di questo articolo ma spiega, in qualche modo, perché ho deciso di scrivere oggi di quanto e perché sia importante condividere. In special modo la conoscenza. È mentre andavo a mangiare il sushi che in auto, imbottigliata nel traffico, ho letto Anna che su Facebook raccontava di qualcuno che l’ha esortata a svelare meno del suo lavoro e a tenersi per sé i suoi segreti e le sue tecniche.
Anna è un’art director, un’ottima fotografa e una blogger di cui ho molta stima, una grande ispirazione per me e – sono pronta a scommetterci – per molte altre persone che la seguono. Da qualche tempo tiene sul suo blog una rubrica assai interessante sulla fotografia flatlay e basta leggere due righe – ma proprio due davvero – per accorgersi che Anna sa quello che fa.
La condivisione crea consapevolezza
Condividere le tue competenze è un modo per raccontare quello che sai fare e raccontare quello che sai fare – io l’ho imparato sul campo – è l’unico modo che hai, da freelance, per trovare nuovi clienti. Un racconto di quello che sai fare non dice solo “ehi, so fare questa cosa” ma dice anche che quello che stai affermando è vero, è la referenza migliore che potresti avere. Non solo, ma racconta ai tuoi clienti come lavori e cosa possono aspettarsi da te, affidarti un incarico non sarà un salto nel buio e questo è rassicurante, no? Chi è sicuro compra, ricordiamocelo.
La condivisione crea connessioni
Raccontare al mondo là fuori quello che sai fare è come spalancare la porta senza prima aver guardato dallo spioncino. Potrebbe succedere di tutto, specialmente che là fuori ci siano delle persone e che queste persone possano riconoscerti e cercarti per quello che fai. Non parlo solo di clienti ma anche di colleghi – io, per dire, non mi perdo nemmeno uno dei post di Anna – e per un freelance il contatto con i colleghi è l’occasione di creare un enorme ufficio digitale. Capiterà a tutti, prima o poi, di aver bisogno di un confronto, ecco, quei colleghi, con cui ti sei messo in contatto raccontando ciò che fai, sapranno ascoltarti, perché conoscono quello di cui parli e sapranno darti punti di vista diversi per risolvere uno stesso problema ed è anche così che si cresce professionalmente e umanamente. Creare connessioni è vitale per sopravvivere nella vita da libero professionista.
E se ti copiano?
Ma – esattamente – cos’è che dovrebbe copiare il mondo là fuori? Siamo andati tutti a scuola, abbiamo studiato tutti le stesse cose, persino gli scrittori hanno frequentato tutti le stesse scuole ma non è che uno valga l’altro, perché questo dovrebbe valere per un fotografo, per un pubblicitario, un grafico o una qualunque altra figura professionale?
Una volta, senza internet, ci potevamo illudere di aver inventato qualcosa ogni volta che ci riusciva di fare cose nuove, oggi apri Pinterest e scopri che QUALUNQUE COSA è già stata fatta. Vuol dire che non si può fare più niente di nuovo? No, vuol dire che possiamo fare la stessa cosa a modo nostro e quello è già qualcosa di nuovo.
Chi ti copia lo fa perché – è evidente – non sa fare la stessa cosa, come puoi credere che riesca a venderla ai tuoi clienti? Perché dovrebbe farti paura?
E la concorrenza?
Sì, quando condividi conoscenza chi viene a leggerti imparerà qualcosa di nuovo, migliorerà le sue performance, cambierà le sue prospettive perciò sì, avevi qualcosa da insegnare e ce l’hai fatta e questo di per sé è già un risultato. Può darsi che chi ha imparato da te poi ti faccia concorrenza, certo, ma il problema dove sta? Se fossi il solo al mondo a fare quello che fai non avresti mai spinta o motivo per migliorare e fare meglio. Puoi essere il meglio del tuo mercato solo se esiste un mercato di quello che vendi, altrimenti saresti il meglio di niente e non è incoraggiante. È un pensiero che da solo basta a farmi rabbrividire.
Se ho deciso di organizzare un workshop di fotografia per Instagram è proprio per questo, perché la conoscenza condivisa si amplifica e diventa opportunità, sviluppo, idee, persone e crescita e non ho paura di essere meno di qualcuno, ho solo paura di non poter mai essere meglio di così perciò lunga vita a chi mi insegnerà a fare meglio e lunga vita a chi non ha paura di imparare, ché il futuro sta tutto là.


